domenica, 12 luglio 2009

addio mi dispiace...

f3b4095ejn9.jpgHo deciso: me ne vado. Ti lascio. 
Più niente potrà farmi cambiare idea e comunque sono stanca: qualcosa dentro di me si è logorato, qualcosa si sta spegnendo per sempre. 
Conosco il tocco delle tue mani, conosco i tuoi sospiri e i tuoi silenzi, conosco le tue notti e i tuoi risvegli. 
Accanto a te per anni. Tu che dormi accanto a me da anni. Tu che ti risvegli con me vicino. 
Quanto tempo abbiamo trascorso così? 
Quanto tempo ho trascorso aspettando i tuoi sguardi, aspettando di sentirmi anche solo sfiorare dalle tue dita? 
E adesso che ho deciso di andare mi tornano in mente i ricordi: la prima volta che mi portasti a casa tua. Avresti potuto avere qualunque altra ed invece scegliesti me. Lessi nei tuoi occhi la determinazione di possesso, l'impazienza della conquista, l'entusiasmo per una nuova avventura. "Voglio lei" pensasti dopo avermi visto. 
Dalla memoria riaffiora anche quello che vorrei aver dimenticato: quella sera in cui mi hai colpito con la copertina rigida di un libro per esempio, quell'altra notte in cui mi hai rovesciato addosso un bicchiere d'acqua. Ma non è questo che ti rimprovero. Non sono questi modi bruschi: è l'indifferenza che mi ha fatto più male in questi anni. E' la mancanza di affetto. Quel po' di affetto che non si nega a nessuno, quello che ti legherebbe a qualsiasi servitore devoto. La mia fedeltà in tutti questi anni. Non ti ho mai tradito e tu l'hai sempre dato per scontato. E ormai mi tolleri come una presenza indispensabile ma ingombrante, un fastidio inevitabile. Non sopporti più neanche il suono della mia voce: sbuffi, ti lamenti, ti tappi le orecchie, mi metti a tacere con nervosismo. 
C'è un limite per sopportare tutto questo ed io l'ho superato da tempo quel limite. 
Eppure potrei fare ancora tante cose per te. Quello che potrei fare per te non te l'immagini neanche. 
Le mie qualità non le hai mai apprezzate abbastanza. 
Del resto, il mio libretto delle istruzioni l'hai gettato in un cassetto insieme a tutti i libretti delle istruzioni dopo avermi acquistata. 
Io che capto aerei segnali per svegliarti al mattino, io che mi regolo via satellite con Greenwich, io che coloro il buio delle tue notti di numeri luminosi senza perdere mai una frazione di secondo, io che sono l'ultimo modello in fatto di orologeria, sono costretta all'umiliazione di vedere che, trasportata dai tuoi soliti infantili ed effimeri entusiasmi, dedichi più attenzione persino al forno a microonde, persino ad un ingombrante Personal computer. 
E' stata la tua volubile volontà, è stata la tua imprecisione che mi ha fatto impazzire.
Mi dispiace solo che non potrò vedere la tua faccia domattina al risveglio, quando capirai che me ne sarò andata e sarà troppo tardi.

giovedì, 22 gennaio 2009

voleva sentirsi libera...

snoopycuor.jpgFino a due mesi fa ero felicemente fidanzato con una ragazza che amavo profondamente.. due persone molto diverse, che si completavano a vicenda.
La nostra relazione andava bene, finche una mattina lei mi chiamò chiedendoci di vederci..
In quell’occasione mi chiese una pausa di riflessione perché non capiva più bene cosa voleva dalla vita, se voleva stare un po da sola dopo tanti anni di fidanzamento, se voleva viversi maggiore liberà, ed altre inutili scuse similari. Per tre settimane è sparita completamente non rispondendo al telefono, ai messaggi, non dando alcun segno di vita.
Poi una sera mi chiamò dicendomi al telefono che era tutto finito perché voleva sentirsi un po libera e non mi amava piu.
Dopo tre anni e mezzo in cui abbiamo condiviso tutto, mi sono ritrovato così, a parlare...di una cosi drammatica situazione...guardando negli occhi non una persona ma una cornatta del telefono... sono rimasto spiazzato, senza aver avuto segnali di una crisi.
Sono stato male, anzi malissimo e ho continuato a cercarla, messaggiare, ma non ho mai ricevuto una risposta, MAI!!!
Dopo un mese circa finalmente mi risponde al telefono e riesco a convincerla ad incontrarci per parlare. mi dice che si sta frequentando con un’altra persona conosciuta subito dopo che ci siamo lasciati, ma io le rispondo che non ci sono problemi, dovevamo solo parlare.. la verità non era quella ed in cuor mio lo sapevo, ma avevo troppa voglia di rivederla, l’amavo alla follia!!! Passiamo una bella serata insieme, spensierata.. io le chiedo di riporvarci, le dico di amarla ancora tanto. squilla il suo telefono, risponde, pochi minuti.. poi si volta verso di me, “senti, io dovrei vedermi con lui stasera, mi accompagni?”
Il sangue nelle mie vene si è gelato.. ma come puoi chiedermi di accompagnati da lui???? A me, che ti sto dicendo di amarti ancora.. come uno stupido l’ho accompagnata, in macchina c’era un silenzio totale per lunghi tratti.. lei non aveva il coraggio di guardarmi in faccia, io ad un certo punto ho iniziato a parlare, ma senza offenderla in nulla: le ho detto frasi del tipo “ma ti rendi conto di cosa mi stai chiedendo?? Hai già dimenticato tutto??” Mi sono fermato ad una cinquantina di metri dal luogo dell’appuntamento invitandola a scendere dalla macchina. “Hai avuto una caduta in basso davvero unica.. esci da questa macchina, non intendo vedere altro.. buona fortuna per tutto”
Dopo un paio di settimane le ho mandato un altro messaggio, ricevendo una risposta freddissima.. poi ho avuto un piccolo intervento in ospedale, le ho mandato un messaggio d’amore splendido, in cui le dicevo che stavo malissimo e che da quando ero uscito dall’ospedale non facevo altro che pensarla e le chiedevo di non buttare all’aria un importante storia d’amore per un avventura.. la sua risposta è stata “mi dispiace che tu stia male, ma per questa per me non è un avventura!!”. A meno di due mesi da questa nuova relazione, l’unico argomento sul quale mi ha risposto è stata che non è un avventura.. senza parole! Non una chiamata, non un messaggio per chiedermi come stavo, com’era andata l’operazione.. Ha utilizzato nei miei confronti quello che viene definita la vera malattia del nuovo millennio: l’INDIFFERENZA.
Dopo una risposta del genere non l’ho piu sentita.. razionalmente so che mi ha trattato male, so che è stata superficiale e scorretta, so.. so.. ma non riesco a non pensarla. .a non amarla.. la notte mi sveglio e non prendo piu sonno, mi sento triste e spento.. ho iniziato a dire in giro che sto meglio, anche se ciò non è vero.. perché tanto le persone non capirebbero e comunque non vogliono sentirti sempre giu di morale.. e così indosso la mia “bella maschera felice” per la società.. ma la sera, quando sono davanti allo specchio e mi tolgo la maschera, la verità viene a galla.. io sto ancora male per lei..
Il fattore tempo mi darà un mano, ma per ora sento che non troverò un’altra donna come lei e che ho paura a riaprire il mio cuore.. ho paura di soffrire, la mia auto stima è calata molto e non ho voglia di fare praticamente nulla.. esco si, ma sono serate vane in cui fingo di star bene ma in realtà non mi diverto..
Passerà, ma nell’attesa volevo condividere queste emozioni con persone che mi capiscano..
Un abbraccio a tutti voi

quando finisce un amore...

cuor spez.jpgQuando finisce, quello che si ritiene un grande amore, si prova una sofferenza indicibile, si pensa che non si può più continuare a vivere, si provano sentimenti quali: tristezza, delusione, senso d’angoscia, sensi di colpa e fallimento. Sopratutto se quell’amore ha preso tutte le nostre forze, ha preso la nostra vita, perchè come in ogni amore che viviamo, pensiamo sempre che sia quello “giusto”, quello che durerà in “eterno”. Ed è doloroso accettare che possa finire, che ci siamo sbagliati.

Il più delle volte non si riesce a comprendere perchè sia finito, non rendendosi conto che quella fine non è stata improvvisa ma era in qualche modo preannunciata in tanti piccoli gesti, occasioni, sfumature, o pur avendo notate quest’ultime si viveva comunque nell’illusione che nonostante tutto non sarebbe mai finito quell’amore.

Nella stragrande maggioranza dei casi ci si dimena, non ci si arrende, si tenta l’impossibile per recuperare quell’amore. Sopratutto si continua ad amare la persona perduta, a volte più di prima. A volte si prova qualche timida speranza di recuperare l’amore perduto, sopratutto se l’altra parte, incautamente, manifesta qualche piccolo segnale d’affetto o di comprensione, che si tende subito ad interpretare come segnale di una rinnovata disponibilità ad amarci e non lo si vede nel suo reale significato (tipica la frase “forse mi ama ancora un pò? forse non è tutto finito?”).

Quando finisce un amore, sopratutto se si è lasciati, si compie una vera e propria analisi di quelle che sono state le cause che hanno portato alla fine. Il più delle volte la persona lasciata tende ad attribuirsi le colpe, imputando a propri comportamenti errati la fine della relazione. Questo perchè permette di poter sperare che cambiando il proprio comportamento la relazione può iniziare di nuovo, se l’altro ci dà un altra possibilità. Non ci si vuole rendere conto che molto più semplicemente l’altro non ama più. Per quanto doloroso possa essere prendere coscienza di quest’amara verità, rappresenta l’unico modo per poterne uscire. Si soffrirà in maniera spaventosa ma il tempo ci aiuterà a porre definitivamente la parola fine. Altrimenti, sperando in un altra possibilità, prolunghiamo solo la sofferenza entrando in un tunnel che ci sembrerà senza uscita.
Ma, per quanto possa essere lontano nel tempo, dopo aver pianto tutte le lacrime di questo mondo, dopo aver espresso tutta la disperazione di questo mondo, arriverà il momento in cui si toccherà il fondo del baratro. Ed in quel momento, quasi senza rendersene conto, si inizierà una lenta ma inesorabile risalita. Si accetterà la realtà delle cose.
Si scoprirà che il più grande amore è quello che deve ancora venire…….FORSE

podcast